DOLOMITI CONTEMPORANEE
La cultura che fa impresa

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  • Uno dei padiglioni del sito di Sass Muss, prima fabbrica di DC, 2011_foto g. de donà
  • DC_le nuove imprese- fabbriche riprese dall'arte_Foto Giacomo De Donà
  • Rigenerazione dell'area del Vajont_Nuovo Spazio di Casso_facciata_Foto Giacomo De Donà
  • Marc Augé e D'Incà Levis nello Spazio di Casso, di fronte alla frana del Monte Toc_Foto Giacomo De Donà
  • L'ex Villaggio Eni di Borca di Cadore, cantiere di Progettoborca_Capanna-laboratorio per artisti _foto Giacomo De Donà

Dolomiti Contemporanee è un cantiere culturale che dal 2011 riattiva in modo innovativo e sperimentale luoghi depressi, un tempo vivi e produttivi.

“ Opero in luoghi in cui c’è bisogno di contenuti culturali reattivi, ci racconta Gianluca D’Incà Levis, ideatore del progetto, riesumo siti portando progetti d’arte contemporanea in aree delocalizzate, dove questa cultura non esiste.”
Il suo lavoro parte polemicamente proprio dai punti di debolezza di luoghi frustrati, poco accessibili come fabbriche dismesse, scuole chiuse. Il potenziale inutilizzato, perché non riconosciuto, si trasforma così in forza propulsiva per ridefinire l’identità degli spazi stessi, attraverso progetti e processi.

Dolomiti Contemporanee agisce all’interno del territorio Dolomitico, patrimonio Unesco dal 2011, rivitalizzando con mostre, residenze per artisti, convegni, e un’attività culturale e intellettuale continua, un territorio spesso relegato ad una vuota e retorica sfera contemplativa, del quale si intende ridefinire criticamente l’identità contemporanea.
Oltre 200 artisti sono stati ospitati nei primi tre anni di attività; gli ospiti lavorano in rete con le decine di aziende partner che forniscono materiali, supporti alle lavorazioni, assistenza per la realizzazione delle opere.

Una scalata, uno sforzo rinnovativo partito da Sass Muss con il primo cantiere, poi a Taibon nel 2012, a Casso nel 2013 per arrivare oggi al Villaggio Eni di Borca di Cadore.
10.000 visitatori a Sass Muss, 8.000 a Taibon, due stagioni intense di mostre nello spazio di Casso, sono alcuni dei numeri dell’impresa di Dolomiti Contemporanee.

D’Incà Levis in ogni progetto coinvolge tutti gli attori locali, pubblici e privati attivando il format in assenza di una vera economia reale operando piuttosto con la partecipazione, il consenso e il sostegno delle comunità e dei territori.
“Cerchiamo con determinazione, e quindi troviamo, sempre, sensibilità, attenzione e grande supporto dal territorio, così creiamo le nostre strutture di sostegno, fatte di reti incrociate e scambi ” ci racconta.
Curatori, gallerie, musei, partner del mondo produttivo, partner culturali locali, nazionali o internazionali come il Ministero della Cultura Francese e quello spagnolo nel 2014, hanno partecipato attivamente in questi quattro anni di attività.
D’Incà Levis, vive dentro ai suoi progetti, vive nei suoi cantieri, “sfalciando l’erba dei loro sentieri”, come metaforicamente dice, diviene parte del territorio, non più alieno.
Non sono progetti maschera, quelli di Dolomiti Contemporanee, avulsi dal contesto in cui nascono.
Anche l’artista più criptico non astrae mai come modalità di approccio dal contesto e quindi viene riconosciuto dalla comunità.
Dalla nuova identità spaziale data al sito, il luogo riattivato diviene nuovamente appetibile anche commercialmente. Una capacità quella di D’Incà Levis di lavorare con la cultura, di mettere in atto idee e creare così impresa, in modo innovativo, lontano da clichè, e consuetudini.


Contatti
www.dolomiticontemporanee.net
www.twocalls.net
www.progettoborca.net

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